Prima che inizi una nuova stagione di IMPROVVISAZIONE con formazione e spettacoli vogliamo prenderci un po’ di tempo per noi, per ripartire insieme. Vi proponiamo dunque la sesta edizione di RESTART il raduno residenziale organizzato da AREAMISTA, EVASIONE TEATRALE e VOCI e PROGETTI con la direzione artistica degli spettacoli di Deborah Fedrigucci. Vogliamo condividere il nostro percorso, quello che facciamo, la nostra passione, il nostro lavoro, il senso di appartenenza a un movimento, quello dell’improvvisazione teatrale, che ha fatto innamorare e farà ancora innamorare migliaia di persone. Vogliamo condividere un’opportunità di crescere, di migliorarsi, di costruire, di innovare, di creare, di sorprendere, e soprattutto di divertirci insieme.
Restart quest’anno propone tre giorni di formazione e divertimento ovvero VENERDI’ 4, SABATO 5 e DOMENICA 6 SETTEMBRE 2026.
Il luogo che ci ospiterà sarà sempre il FORTUNA RESORT HOTEL 4 stelle con piscina a CHIANCIANO TERME.
Tutti i percorsi sono a numero chiuso… non perdere tempo, iscriviti subito!
I percorsi che offriamo sono:
MIX’N’STAGE il venerdì pomeriggio dalle 16:30 alle 18:30
5 CIRCUITI di 9 ore con 3 workshop di 3 ore ciascuno. Ogni circuito si terrà il sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 18:30 e la domenica dalle 10:00 alle 13:00. Chi parteciperà ai circuiti lavorerà 9 ore cambiando 3 diversi insegnanti ogni 3 ore (i percorsi potranno essere selezionati in base all’esperienza dell’allievə).
MASTERCLASS di 9 ore – alternativa ai circuiti (sabato 10:00-13:00 e 15:30-18:30, domenica 10-13) per gli allievi con almeno 5 anni di esperienza
Ecco quello che vi aspetta se vi iscriverete!
Ore 10:00 Piscina aperta e disponibile per tuttə (i bagagli potrete lasciarli in sala meeting e godervi la piscina fino al pomeriggio. Occhio però, il pranzo non è incluso, potrete portarvi di panini, oppure potrete pagarvi il pranzo in hotel, oppure ancora potrete andare a mangiare qualcosa in giro per Chianciano)
Check-in partecipanti dalle 13:00 alle 20:00 (se ti interessa il Mix’n’Stage arriva per tempo)
Ore 16:30 – 18:30 Mix’n’Stage
Ore 18:30 – 20:00 tempo libero
Ore 20:00 Cena in Hotel
Ore 21:45 – Tuttə in teatro per gli spettacoli dellə insegnanti
Ore 23:30 FESTA in teatro
Ore 7:30 – 9:30 Colazione
Ore 10:00 – 13:00 Workshop
Ore 13:30 – 15:30 Pranzo in Hotel e tempo libero
Ore 15:30 – 18:30 Workshop
Ore 18:30 – 20:00 Tempo libero
Ore 20:00 cena in Hotel
Ore 21:45 – Tuttə in teatro per gli spettacoli dellə insegnanti
Ore 23:30 FESTA in teatro e a bordo piscina
Ore 7:30 – 9:30 Colazione
Entro ore 10:00 liberare le camere
Ore 10:00 – 13:00 Workshop
Ore 13:30 – Pranzo tuttə insieme
Ore 14:30 – Foto di gruppo a bordo Piscina e Tuttə liberə!!! (di rimanere in piscina fino alle 18:00 o di ripartire)
Tutto l’evento e per tuttə ə partecipanti, si svolgerà interamente all’HOTEL FORTUNA RESORT, un Hotel 4 stelle nel cuore di CHIANCIANO TERME (SI).
Avremo a disposizione sale, il parco e naturalmente la piscina!
La sede principale dell’evento è il Fortuna Resort. Quest’anno, complice un programma più ricco e una domanda di posti superiore al solito, una parte dei partecipanti dormirà in una struttura collegata — gestita dallo staff del Fortuna Resort, sempre quattro stelle.
Tutto quello che conta si svolge al Fortuna Resort: pranzi, cene, festa. Non cambia nulla sul fronte della vita comune. L’unica differenza è dove si dorme e si fa colazione.
Chi preferisce avere più flessibilità nella scelta della camera — singola o doppia — troverà più disponibilità nella struttura alternativa. Si potrà indicare la preferenza direttamente in fase di iscrizione.
Facciamo presente che servirà la macchina o almeno un passaggio.
Il PREZZO ALL INCLUSIVE che comprende i workshop, la pensione completa e tutte le iniziative della giornata dipende dal tipo di sistemazione scelta, qui sotto trovi tutte le specifiche.
L’unica cosa che rimane esclusa sono i drink che vorrai prendere al Bar durante le feste.
Anche se abbiamo concordato con la struttura un prezzo calmierato che sarà applicato per tutte le serate.
Anche quest’anno proponiamo la formula dei “CIRCUITI” ovvero la possibilità, per lo più, di lavorare con 3 INSEGNANTI diversi e divertirsi il triplo!
Se hai uno o due anni di esperienza puoi scegliere tra tre circuiti: Ofelia (con Emanuele Ceripa, Caterina Vannoni e Debroah Fedrigucci) Cyrano (con Simona Pettinari, Nicola Frascati e Cecilia Fioriti) e Godot (con Paolo Facco, Elena Molino e Mauro Vottari). Ti iscrivi a uno dei tre circuiti e lavori con tutti e tre gli insegnanti, 3 ore con ognuno di loro: sabato mattina, sabato pomeriggio e domenica mattina. Nessuno sbattimento, ti diciamo noi l’ordine, gli orari e tutto il resto. Devi solo scegliere il circuito in fase di iscrizione.
Se hai 3 o più anni di esperienza puoi scegliere: o il circuito Amleto (con Alberto Ceville, Tiziana Celletti e Giorgio Rosa) oppure il percorso Medea (con Renato Preziuso, Silvlia Cox e Gregory Eve) altrimenti il workshop musicale Papageno di Emiliano Benassai. Attenzione in questo caso, se scegli il circuito lavori con 3 insegnanti diversi (sempre con la formula 3 ore per ogni insegnante) se invece scegli Emiliano Benassai, è evidente che sceglierai un solo insegnante per 9 ore di percorso. Anche qui: potrai scegliere l’una o l’altra cosa in fase di iscrizione. Se hai dubbi…
SCRIVICI a restartimprov@gmail.com
In fine, se hai almeno 5 anni di esperienza: scegli una delle quattro Masterclass la Ubu di Mariadele Attanasio, Enrico IV di Luca Gnerucci, Arlecchino di Inbal Lori (in lingua inglese senza traduzione) e Faust di Lee White (con traduttore italiano) con cui lavorerai per 9 ore! Sabato (mattina e pomeriggio) e domenica mattina.
E il venerdì?
Esatto! Il venerdì puoi startene a bordo piscina dalle 10 di mattina e, se vuoi, puoi partecipare ai MIX’N’STAGE di 2 ore del pomeriggio. I Mix’n’stage sono compresi nel prezzo di Restart, non sono un extra!!!!
L’assegnazione ai MIX’N’STAGE sarà casuale, saremo tutti mescolati e allegri… tranne quei musoni dei prof delle MASTERCLASS che avranno la possibilità di “assaggiare” due ore dell’altro insegnante (quello che non hanno scelto) solo per sapere cosa si perderanno 😉
Quindi gli studenti iscritti alla masterclass di Mariadele Attanasio lavoreranno due ore con Luca Gnerucci e viceversa.
La stessa cosa avverrà per gli studenti delle masterclass con docente straniero, chi sarà iscritto alla masterclass di Inbal Lori lavorerà due ore con Lee White e viceversa.
Esistono personaggi che sembrano vivere lontano da noi. Eppure, ogni volta che li incontriamo in scena, ci invitano a esplorare un territorio umano che, in forme diverse, può anche appartenerci. Come possiamo essere credibilmente cattivi abitando un punto di vista, anche quando è distante dal nostro?
In questo laboratorio lavoreremo su ciò che può muovere il male: tra psicologia, presenza, desiderio e potere, attraverseremo le loro possibili ferite e le relazioni che costruiscono. Esplorando anche gli antagonisti attraverso linguaggi e generi diversi – dal musical alla commedia, dal fantasy a Shakespeare – per dare vita a personaggi complessi, credibili e profondamente umani.
Quando siamo in scena, tendiamo spesso a restare nella nostra testa: ogni battuta che pronunciamo è orientata a portare la storia dove vogliamo noi, verso un’idea che abbiamo già deciso prima ancora di aprire bocca. È un riflesso comprensibile, ma che ci chiude fuori dal momento presente. E se non fosse necessario? E se la scena potesse nascere da qualcos’altro? È possibile appoggiarsi al compagno, all’osservazione attiva, e reagire soltanto a ciò che lui ci offre. A partire dalle sue mosse, dalle sue parole, dal suo modo di occupare lo spazio e di guardare, possiamo definire quello che vediamo e costruire insieme qualcosa che non era previsto. Una scena che nasce dal momento, che vive nel momento, e che ci lascia scoprire dove vuole andare — invece di spingerla dove vorremmo noi. Questo richiede una piccola rinuncia: mettere da parte il controllo, sospendere le idee preconcette, smettere per un attimo di essere autori e diventare osservatori. Cerchiamo nell’altro il presente della scena. Da lì, il futuro viene da sé.
Si parte dal corpo: il primo strumento che abbiamo per comunicare, creare e connetterci.
Risvegliare il corpo, togliere la ruggine, sciogliere tensioni e abitare lo spazio con consapevolezza.
Se il corpo è spento, la scena non si accende. Improvvisare con gesti, sguardi, posture, ritmo.
Scoprire quante storie si possono dire prima ancora di aprire bocca. Ascolto fisico: Reagire agli impulsi del partner, seguire e guidare con il movimento.
Lavoriamo su fiducia, contatto e spazio condiviso. Personaggio dal corpo: Costruire caratteri partendo da come camminiamo respiriamo, occupiamo la scena. Il corpo ci suggerisce la Storia.
Nell’impro il mantra è sempre “sì, e…”. Quindi per fare una buona scena bisogna dire sempre sì, giusto? No.
L’accettazione è uno dei motori più potenti della creazione scenica, ma ci sono momenti in cui dire no è necessario. Se il personaggio ha bisogno di opporsi, perché evitarlo?
Il punto non è non dire no, ma capire come farlo senza bloccare la scena: trasformando il rifiuto in occasione di crescita narrativa.
Esploreremo la sottile differenza tra accettare e assecondare, provando a distinguere un “no” detto dal personaggio per una ragione, o uno detto dall’attore per paura.
L’obiettivo è capire l’importanza del sì e la responsabilità del no, per sentirsi liberi di seguire l’istinto in scena, ma con consapevolezza.
“Meglio un uovo oggi” è un laboratorio di improvvisazione teatrale comica dedicato a chi si avvicina per la prima volta al teatro d’improvvisazione e desidera allenare creatività, spontaneità e ascolto attraverso il gioco scenico.Partendo dall’idea che, sul palco, sia meglio agire che cercare la perfezione, il percorso accompagnerà i partecipanti a scoprire il piacere dell’immediatezza, dell’errore trasformato in opportunità e della costruzione collettiva della scena. Attraverso esercizi dinamici, giochi teatrali e improvvisazioni guidate, il laboratorio lavorerà sulla prontezza di risposta, sull’immaginazione, sulla relazione con il gruppo e sulla capacità di lasciarsi sorprendere.
Quante volte alla fine di una scena ci vengono in mente scelte diverse che avremmo potuto fare, idee che avrebbero potuto cambiare l’improvvisazione!
Quante volte, a cena dopo lo spettacolo o dopo lezione ci siamo detti:”Sarebbe stato bello se..” o “Se quando sono entrato avessi..” o ancora “Peccato che lì non abbiamo fatto..”
In questo workshop riavvolgeremo il tempo e proveremo ad analizzare le possibilita che una scena/storia può avere per essere diversa!
Giocheremo con il Ritmo, con lo Spazio, con la Scena, con gli Attori, con le parole e con tutti quegli strumenti scenici che rendono Uniche le nostre improvvisazioni.
La paura di sbagliare molte volte ci blocca, la tensione ci porta a non agire e il non agire impedisce alle cose di accadere, crescere e svilupparsi. Ci ostacola nell’esprimere il nostro potenziale.
In realtà fallire è umano ed impossibile evitarlo, meglio imparare a conviverci, accettarlo ed anzi addirittura trarne beneficio guardandolo come una finestra aperta su nuove possibilità.
In queste tre ore scopriremo insieme attraverso il gioco e il divertimento il piacere di perdere e fallire
col sorriso!
Noi umani, senza caratteristiche che ci diversificano, saremmo tutti sagome di cartone indistinguibili. E perché per i personaggi dovrebbe essere da meno? Tutti gli strumenti li abbiamo già dentro e fuori di noi, si tratta solo di accorgerci che li possediamo e di farne buon uso.
Le idee finiscono e poi ci troviamo a non sapere che fare, ma se smettiamo di “agire” con la testa e iniziamo a “Reagire” con la pancia, avremo una fonte inesauribile di verità. Proveremo a prestare attenzione quel “brividino” che si prova quando arriva una proposta e a fidarci che il personaggio saprà sfruttarlo per dare una risposta che in realtà c’è già e non c’è nulla
da inventare.
Ogni scena ha un ritmo. Un tempo interno fatto di pause, accelerazioni, silenzi e cambi di energia che determina il modo in cui la scena respira, si trasforma e avanza.
In questo workshop lavoreremo sul timing, sulla musicalità della scena e sull’ascolto reciproco, per riconoscere come il ritmo possa creare tensione, comicità, sospensione o cambiare completamente il significato di una relazione scenica.
Il corpo e le parole (quelle necessarie), quando entrano nel tempo giusto, hanno un impatto eccezionale!
Perché molto spesso non è quello che succede a rendere memorabile una scena.
È quando succede!
Sei lì, in scena. Il pubblico ti guarda e qualcosa è già in moto. Il tuo corpo ha già scelto dove stare, quanto spazio occupare. Stava già raccontando, senza che te ne accorgessi, abitando quell’ambiente.
Lo spazio scenico non è un posto indefinito. Dove ti posizioni, quanto ti avvicini, se resti fermə o ti muovi, tutto questo racconta molto, prima ancora che tu dica qualcosa.
Questo workshop parte da qui: dallo spazio prima delle parole, dal movimento e dall’azione prima ancora del senso narrativo. Esploreremo insieme come emozioni, relazioni e storia nascano spontaneamente dalla prossemica. Cosa ci raccontano una distanza, una direzione, un gesto?
… può sempre tornare utile”, “… e se poi mi servisse?”, “… chi ha spostato i miei calzini?”, “… nel mio disordine trovo sempre tutto!”. Se hai mai pensato una di queste cose, non significa che tu sia necessariamente disposofobico, ma il disordine potrebbe già essere dentro di te.
Io sono un accumulatore, un disordinato … un disposofobico, la fatica di lasciare andare cose, idee, persone, situazioni … fa parte del mio disordine. Ficcarmici dentro e riscoprire cose nuove può sorprendermi, ma anche farmi perdere. Fare ordine non vuol dire solo mettere ogni cosa al suo posto, ma, talvolta, lasciare andare, magari per trovare qualcosa di nuovo!
Se tracciassimo una linea immaginaria dove ti collocheresti tra questi due ruoli?”
Sia che tu ne sia ben consapevole, sia che abbia voglia di scoprirlo: ci lavoreremo insieme! In questo workshop, infatti, esploreremo le dinamiche di Leadership e Followership attraverso il gioco, la creatività e l’interazione. L’obiettivo è quello di acquisire maggiore consapevolezza della propria indole e della relativa zona di comfort per scardinare, eventualmente, quei meccanismi che ci ingabbiano, bloccandoci in uno di questi ruoli. Ci divertiremo ad imparare come assumere il comando senza imporci sull’altro e come seguire con fiducia e senza paura. In fondo “Leader & Follower” sono due facce della stessa medaglia: entrambe fondamentali!!!
Semplici parole potrebbero determinare il destino di una storia, di un personaggio. E invece noi le banalizziamo, nascondendole in mezzo ad altre loro simili.
A noi il compito di dare loro la nobiltà che meritano, nei nostri dialoghi.
Piccoli accorgimenti per verbalizzare adeguatamente e in economia le proprie intenzioni e le proprie azioni per raggiungere la testa, il cuore e la pancia di chi ascolta: compagno di scena o spettatore che sia.
“Rendere bravo l’altro”. È una “regola” dell’improvvisazione teatrale. In questo percorso ci concentreremo sul nostro partner scenico. Non ci preoccuperemo della nostra performance personale ma proveremo ad essere il miglior compagno di scena possibile, sostenendo la scena, preparando il terreno, valorizzando le proposte e persino gli “errori” di chi in è scena con noi. Insomma diventeremo attori migliori rendendo l’altro il miglior improvvisatore del mondo. Per raggiungere questa totale connessione, utilizzeremo i principi chiave del Metodo Meisner. Questa tecnica si basa sull’ascolto profondo e sulla reazione spontanea a stimoli reali, insegnando all’attore a vivere il momento presente e a reagire istinto contro istinto, senza filtri mentali o risposte preorganizzate.
La vera magia dell’improvvisazione non risiede nella battuta pronta, ma nella qualità dell’ascolto. Quando smettiamo di preoccuparci di “fare bene” e iniziamo a essere sinceramente curiosi di ciò che l’altro ci sta offrendo, la scena si scrive da sola. Essere Interessanti: È uno sforzo solitario. Porta a giudicarsi, a pianificare e a bloccare il flusso. Essere Interessati: È un atto generoso. Crea connessione, profondità e trasforma un semplice scambio in una storia viva. Alleneremo l’ascolto e l’attenzione, per cogliere anche le sfumature più sottili nei gesti e nelle parole del partner. Proveremo a mettere a tacere il critico interiore che ci impone di essere “divertenti” a tutti i costi. (Sospensione del giudizio) E ci lasceremo reagire emotivamente a ciò che riceviamo, lasciando che la risposta nasca dal corpo e non solo dalla testa.
Ogni scena è animata, vissuta e raccontata da loro — i nostri personaggi. Attraverso di loro entriamo nella storia, la nutriamo e la trasformiamo. Ma come si “abita” un personaggio interessante? Quando è utile “caricare” e quando, invece, serve togliere? Qual è la giusta misura per restare credibili, pur restando dentro a un gioco teatrale libero e vivo?
Lo stage esplora la creazione istantanea del personaggio, lavorando sull’equilibrio tra intensità e consapevolezza. Scopriremo insieme come dare vita a figure che risultino credibili, curiose e avvincenti con una psicologia riconoscibile e uno spazio per evolvere. Un viaggio per dare corpo, voce e anima a personaggi credibili… e incredibili
Il linguaggio del suono
La musica è l’anima invisibile del teatro. Ogni emozione, ogni gesto, ogni silenzio vibra attraverso il suono. Un percorso esperienziale in cui il suono diventa compagno di scena e vero strumento drammaturgico. Attraverso un lavoro pratico ed emotivo, esploreremo il linguaggio musicale applicato al teatro d’improvvisazione, partendo dal corpo e dalla voce.
Fra body percussion, giochi vocali e ritmo delle parole svilupperemo una consapevolezza sonora capace di rafforzare la presenza scenica. Il ritmo sarà indagato non solo come elemento musicale, ma come motore narrativo ed emotivo. Ci immergeremo poi nei musical improvvisati: dalla forma-canzone alla cantata estemporanea, esplorando melodie, armonie e strutture teatrali che sostengono l’azione scenica. La musica guiderà e trasformerà la scena, dialogando con l’attore e amplificando l’emozione.
Un’occasione per sperimentare la fusione viva tra musica, parola e gesto, e scoprire come il suono possa raccontare, sostenere e far vibrare la scena.
Confini
Il gesto, l’azione e l’universo evocato come fonte di ispirazione per i personaggi. Personaggi come fonte di ispirazione per le azioni e gli universi da evocare. Oppure entrambi in costante empatia. Prendersi cura dell’altro e dell’universo che stiamo evocando, cercando la coerenza delle nostre premesse e delle nostre azioni, è spesso quello che serve affinché una storia emerga senza fatiche e frustrazioni. Ogni personaggio vive in un mondo ed utilizza ciò che quell’universo gli può regalare .Il personaggio crea l’azione, l’azione crea la storia, quindi il personaggio crea la storia. Il processo creativo nel teatro di improvvisazione mira ad evocare e far vivere ogni volta un mondo, cercando di sintetizzare la realtà attraverso scene realistiche o grottesche.
Ogni mondo creato od evocato vive quindi di vita propria mostrando luoghi, fatti, personaggi, linguaggi e modalità narrative diverse. L’obiettivo sarà quello di stimolare ed attingere dal proprio immaginario, per costruire personaggi, luoghi, mondi, e relazioni, diverse dal quotidiano ma che siano comunque proprie del singolo individuo, senza dimenticare che tutto può essere stravolto e che “le regole non esistono, esistono solo le eccezioni”.
Il “non detto”
la drammaturgia invisibile
Un percorso pensato per chi vuole scoprire quanto può essere potente tutto ciò che non si dice in scena.
Giocheremo con intenzioni segrete, piccoli desideri, emozioni che ribollono sotto la superficie, gelosie nascoste e complicità improvvise, imparando che spesso basta uno sguardo o un passo avanti per far nascere una storia. Attraverso esercizi divertenti e guidati, useremo il corpo, la distanza, la prossemica e le relazioni per comunicare ciò che proviamo senza bisogno di grandi parole, anzi le piegheremo alla nostra necessità, perchè si può dire tantissimo dicendo pochissimo.
Il mistero diventa gioco e l’invisibile prende vita con fantasia, ascolto e cuore. Perfetto per chi vuole imparare a “dire” molto… anche quando tace.
Corso in lingua inglese non tradotto ITA
Course in English language, not translated into Italian
Extreme characters
Have you ever wondered why most of us play “normal” or “neutral” characters most of the time? Do you have the urge to play characters which are bigger than life and /or are very different from you? Are you struggling with playing this kind of character in a believable way?
From my experience, when improvisers make the choice of playing an extreme character on stage, two main things happen: 1. They struggle between playing that character consistently and believably while keeping the scene going. 2. the scene will usually evolve around them and how “extreme” they are.
This is why in this session I would like you to develop the ability to play those characters in a believable and focused way AND use these characters to tell beautiful stories in
various contexts and situations.
Corso con traduzione in italiano
ENG
The Story Tells Itself
Often as story tellers we don’t recognize how the characters we play have a story built right into them. It’s clear as day when we know what to look for. Improvisers force story into scenes not seeing that the character we create already have a path to follow, a journey to take and a destiny to be fulfilled. This workshop will focus on character creation to help us see the story, the characters story. Making characters relationships more important. Looking for the clues we create early in scenes to pay off at the end. It’s not as hard to tell story as improvisers make it.
ITA
La storia si racconta da sola
Spesso, come narratori, non ci rendiamo conto di come i personaggi che interpretiamo abbiano già una storia intrinseca. È evidente quando sappiamo cosa cercare. Gli improvvisatori, invece, forzano la narrazione nelle scene senza vedere che il personaggio che creiamo ha già un percorso da seguire, un viaggio da intraprendere e un destino da compiere. Questo workshop si concentrerà sulla creazione del personaggio per aiutarci a vedere la storia, la storia del personaggio. Daremo maggiore importanza alle relazioni tra i personaggi. Cercheremo gli indizi che creiamo all’inizio delle scene per farli trovare utili alla fine. Raccontare una storia non è così difficile come lo fanno credere gli improvvisatori.
Per iscriverti a uno dei percorsi torna il 28 giugno alle 12.00 su questo sito, troverai il form di registrazione e la possibilità di pagare la caparra che ti garantisce un posto al prossimo RESTART!
Di seguito trovi tutti i moduli utili post iscrizione a restart.